Redazionale
Crescita negativa e downrating… eppur si muove
Nonostante i preoccupanti dati resi noti dall’Ocse pochi giorni fa, e il declassamento di Standard & Poor’s di martedì mattina, ci sono imprese che, superata la fase acuta della crisi, ricominciano ad assumere.
Dopo la Bce anche l’Ocse manifesta preoccupazione per la crescita al ribasso dell’economia italiana, stimata a zero per il 2011 e dello 0,5% per il 2012, ben al di sotto delle aspettative. Mentre governo e parlamento si concentrano (non senza perplessità da parte, per esempio di Confindustria) sul varo della manovra finanziaria, l’Organizzazione per la Cooperazione e lo sviluppo Economico parla in specifico di un calo del Pil dello 0,1% nel terzo e quarto trimestre.
Il resto dell’Europa, intanto, pur non senza difficoltà, sembra però fare meglio dell’Italia con una crescita compresa tra l’1,6% e lo 0,2% dei paesi più deboli. Nonostante i dati poco incoraggianti, dal mercato giungono segnali positivi non più timidi come un anno fa.
Alcune delle imprese che tra il 2008 e il 2009 hanno dovuto operare tagli severi per mantenersi a galla, e che hanno saputo resistere alla fase acuta della crisi, oggi hanno bisogno di trovare nuovi specialisti da inserire negli organici. E perciò assumono. Il fenomeno spazia in diversi settori industriali, dal petrolifero al consumer electronics, ed è caratterizzato da una costante: le aziende assumono di preferenza giovani laureati, in particolare ingegneri e personale di formazione tecnica, da inserire nei comparti della sicurezza, della logistica e delle vendite. Non mancano tuttavia neppure opportunità per professionalità quali assistenti di direzione e project manager e addetti alle vendite nel retail.
I consulenti di selezione che operano all’interno di I.S.O. mostrano una cauta ma fiduciosa speranza che questo sia solo il primo segnale significativo della ripresa. Il segnale positivo sarebbe rafforzato, inoltre, dalla rapidità di decisione sia delle imprese sia dei candidati.
Ridimensionate le richieste da entrambe le parti, si ha l’impressione che l’atmosfera nel mondo del lavoro sia di maggiore desiderio di collaborazione e negoziazione per giungere a soluzioni vincenti per entrambe le parti.
